| L’omeopatia è
considerata una terapia volta a stimolare i meccanismi d’auto-guarigione
mediante la somministrazione de sostanze altamente diluite.
Il termine omeopatia proviene dal greco “homoios” (uguale,
simile) e “pathos” (affezione, malattia).
Il trattamento di una malattia mediante l’omeopatia si effettua
principalmente con l’aiuto di medicamenti che lavorano secondo
il “principio della similitudine”; ci si basa sull’osservazione
mediante la quale una sostanza è capace di guarire gli stessi
sintomi, o sintomi simili a quelli che provoca nel nostro organismo.
A differenza dell’evoluzione odierna della medicina tradizionale
che parte dal presupposto che i sintomi di una malattia sono la
manifestazione diretta della malattia stessa, l’omeopatia
considera i sintomi della malattia come la reazione naturale del
corpo alla malattia (nel tentativo di combatterla) e cerca quindi
di attivarla e non soffocarla.
L’omeopatia influenza in special modo il processo naturale
di guarigione. Dispone di mezzi che stimolano e sostengono le difese
proprie del corpo al fine di riportarlo in salute. Essa si concentra
più sulla cura di tutto l’individuo che non sui sintomi
della malattia o i disturbi specifici.
Uno dei fondamenti dell’omeopatia proclama che gli uomini
reagiscono in modo diverso ad una determinata malattia; ciò
è dovuto al tipo di costituzione (indole, costituzione corporea,
temperamento).
Risulta quindi evidente che l’omeopata non può prescrivere
sempre lo stesso medicamento per una determinata malattia; dovrà
invece considerare oltre ai disturbi presenti anche il tipo di cosituzione
e l’umore del paziente. Soltanto quando sarà in possesso
di questi criteri individuali potrà prescrivere il medicamento
idoneo. Spesso i pazienti che presentano gli stessi disturbi, necessitano
di cure totalmente diverse; parimenti gruppi di pazienti con malattie
diverse possono essere trattati con le stesse sostanze.
Come è nata l’omeopatia?
Il principio dell’omeopatia era già noto nel quinto
secolo al medico greco Ippocrate e nel sedicesimo secolo all’alchemista
Paracelso; ambedue riconobbero il ruolo della Natura quale particolare
guaritrice dei mali.
Nel sedicesimo secolo più volte fu enunciato da più
medici il fondamento “similia similubus curantur”, che
significa curare il simile col simile. Ma l’omeopatia nella
forma attuale deve la sua nascita e il suo sviluppo al Dr. Samuel
Hahnemann, grande medico tedesco, scienziato e chimico.
Sconcertato dai metodi curativi della medicina del tempo, Hahnemann
si mise alla ricerca di un metodo di cura che fosse senza pericoli,dolce
ed efficace nel contempo.
Grazie ai suoi esperimenti e dopo lunghe e precise osservazioni
enunciò i tre principi dell’omeopatia:
1. Un medicamento che in dosaggio elevato provoca i sintomi della
malattia, in dosi minime la guarisce.
2. L’effetto curativo del medicamento per mezzo di forti diluizioni
aumenta, mentre la tossicità e gli effetti collaterali scompaiono.
3. Medicamenti omeopatici vengono prescritti individualmente, cioè
prendendo in considerazione tutto l’essere
umano (stato fisico e mentale, temperamento, disturbi attuali). |